Mozilla si scaglia contro Apple definendo il suo approccio “allarmante”

sabato, 12 maggio 2012 di Denis Dosi in Mondo Apple

Recentemente l’ex presidente di Mozilla Europe Tristan Nitot ha rilasciato un’intervista a TechRadar in cui riassume tutte le sue preoccupazioni sull’approccio adottato da Apple.

Le argomentazioni riguardanti la filosofia scelta da Apple sono state viste e riviste nel corso degli anni, tuttavia Nitot ha voluto ribadire un’altra volta il proprio punto di vista in merito definendo allarmante l’approccio e la filosofia che risiede dietro ogni prodotto creato da Apple.

I dispositivi dell’azienda di Cupertino stanno lentamente trasformando la popolazione di utenti in un insieme di consumatori, invece che creatori. Secondo l’ex presidente di Mozilla Europe, la cosa più affascinante del web è che si basa su standard aperti in cui gli utenti possono partecipare e mettere a disposizione la propria esperienza; “non importa quanto sia orribile il sito”, sostiene Nitot, “tu potrai rimboccarti le maniche e fare di tutto per sistemarlo. Viceversa con l’iPad diventiamo tutti singoli consumatori”. La frecciata è diretta alle app, le quali vengono definite come appartenenti ad un sistema chiuso, a prima vista comodo ed interessante, ma che in realtà limita notevolmente le facoltà di ogni singolo utente.

Oltre alla “chiusura” nei confronti delle possibilità degli utilizzatori, si aggiunge anche una certa censura con la quale Apple non decide solamente quali siano le app da approvare sull’App Store, ma anche quali debbano essere i contenuti presenti nelle stesse. “Sono un cittadino del web”, sostiene Nitot,” e quando osservo che qualcuno in California può scegliere per me cosa sono autorizzato ad installare su un device che ho contribuito ad acquistare con i miei soldi, che la sua volontà impone i suoi valori che sono completamente estranei alla mia cultura e  il mio contesto, allora tutto ciò mi sembra davvero  allarmante“.

Concludendo la sua intervista, il dirigente di Mozilla porta le sue argomentazioni ad un livello ancora più alto, “quanto affermato è un qualcosa che può essere correlato con politica e democrazia”, prosegue Nitot,” se non puoi sostenere un dibattito, o avere la libertà di parola tramite i suddetti device che interpongono un vetro tra noi e il resto del mondo, che tipo di società stiamo portando avanti?”.

Osservando attentamente quanto affermato è indubbio che Nitot spinga notevolmente sulla libertà di scelta e sul software libero, notoriamente i due aspetti fondamentali che hanno portato alla creazione del browser Firefox. Tuttavia a questo si contrappone l’approccio di Apple e dell’app store, noto essere una sorta di giardino recintato all’interno del quale è si possibile trovare una certa sicurezza, ma stando naturalmente alle regole imposte.

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  • Matteo

    La metafora usata del giardino sicuro, è perfetta… E dopo la apple, fa quello che vuole, se uno non vuole seguire le sue regole, bhe basta non comprare il prodotto..! E dopo basta registrarsi a itunes creator, per poter inserire le app (da approvare da Apple naturalmente) gratis per te se le metti gratis agli utenti… Comunque per me il sistema è OTtimo

  • Pingback: A Week in a Post – 13/05/2012: il meglio della settimana su iPadItalia! | Svoogle News

  • Olly

    Mi meraviglio di come possa essere legale che il produttore possa decidere cosa si può o non si può installare sui suoi prodotti. Se nello scorso decennio Microsoft è stata pesantemente multata “solo” perché includeva windows media player e internet explorer in Windows, danneggiando la concorrenza, cosa dovrebbero fare ad un’azienda che può stroncare la concorrenza sul nascere, semplicemente impedendo che app concorrenti con le proprie possano essere usate sui suoi dispositivi?